GLISSER – elisa ferrari – foto&grafia

Storytelling di Parole e Fotografie per chi vuole lasciare un segno indelebile in questa vita.

“Dottore, ho una Tulip nella testa”… e forse anche qualcos’altro!

Il terrore di amare e di legarsi. Due esistenze in bilico e una sola cura.

Un romanzo a due voci ironico e travolgente.

La psicoanalisi gliela devi far respirare, diceva sempre il mio maestro.

“Lei è felice della sua vita?”

“E come faccio a calcolarlo?” La domanda del direttore generale incrina le certezze di Adelaide, pubblicitaria milanese, tutta numeri e ossessioni. Confusa, si rivolge via mail a un analista di Bologna.

Il dottore è divorato dalla passione per il lavoro: un paziente dopo l’altro, vive gli incubi altrui, ma la sua vita?

Ha un compagno insoddisfatto, una malattia invalidante. Si trova in braccio una figlia non cercata. Con due padri. In Italia.

Dottore, ho una tulip nella testa! è un intreccio a due voci, con sequenze rapide e teatrali: da una parte gli scampoli drammatici delle sedute del dottore, alla In treatment, dall’altra le disavventure sit-com di Adelaide, una Bridget Jones ossessivo-compulsiva alle prese con le strane lettere dell’analista. “Pensare con i piedi per aria? E se poi cado dalla sedia?”

La trama è lineare, finché non emerge che l’analista è morto vent’anni fa.

Ogni istante e ogni parola di queste pagine è un’occasione per il tempo di ripensare tutto daccapo.

E forse, da autrice, è stata anche l’opportunità che ho dato a me stessa di fermarmi e ricostruire alcuni pezzi della mia anima che, se non raccolti, rischiavano di finire in frantumi per sempre.

Che sia proprio il tempo, in questa storia straordinaria così come nella vita, a capovolgere un destino già scritto?

Forse la risposta la troverete tra le pagine di questo libro, così come è stato per me.

Nel frattempo io ringrazio il Dott. Lamandini e “la mia” ineguagliabile Adelaide che vorrebbe azzardare di più con i colori, ma si sente in colpa. L’involucro deve sempre far credere che non ci sia molto altro da scoprire della sua vita, ma ogni tanto avrebbe voglia di cedere e lasciarsi andare.

Ho sperato in ogni pagina che lo facesse… che si togliesse quelle dannate scarpe col tacco una volta per tutte, ma… quella retorica che “ogni cosa ha il suo tempo” è vera davvero!

link al libro https://www.amazon.it/DOTTORE-UNA-TULIP-NELLA-TESTA/dp/B09JQTRJTR/

Il romanzo è risultato finalista al concorso Mario Soldati del 2020.

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